Aumenti alle pensioni – Sentenza Corte Costituzionale 70/2015

La Legge Fornero, ha escluso per gli anni 2012 e 2013 la rivalutazione automatica di tutte le pensioni di importo superiore a tre volte il trattamento minimo Inps dell’anno rivalutato (ovvero 1.443 euro mensili lordi).

La Corte Costituzionale, con sentenza n. 70/15 ha dichiarato l’illegittimità costituzionale di parte della legge Fornero stabilendo, i titolari dei trattamenti pensionistici esclusi hanno riacquistato retroattivamente il diritto alla rivalutazione dei propri trattamenti pensionistici e quindi ad ottenere sia il pagamento degli arretrati con interessi, sia il ricalcolo della pensione sulla determinazione degli assegni futuri.

Il Governo, per tamponare gli effetti di parte della legge Fornero dichiarata incostituzionale, è intervenuto con il decreto legge 21 maggio 2015, n. 65, procedendo a una sola PARZIALE e molto limitata restituzione degli arretrati e ad una ancor più irrisoria rideterminazione dei trattamenti pensionistici, con grave pregiudizio per i pensionati.

In base al provvedimento del Governo gli arretrati liquidati nel cedolino pensione di agosto 2015, hanno oscillato tra i 150 e 800 euro (niente è stato corrisposto ai titolari di pensione superiori a 2.810 euro mensili lordi, con la ingannevole descrizione “CREDITO SENTENZA C.C. 70/2015” non conforme all’ effettivo calcolo che applica, in realtà, il decreto legge 65/2015.

L’effetto trascinamento implica che i titolari di pensioni superiori, nel 2011, a 1.443 euro lordi mensili percepiranno, vita natural durante, un assegno pensionistico inferiore a quello che sarebbe loro spettato (ad esempio: circa 90 euro mensili in meno per il titolare di una pensione pari a 1.500 euro mensili lordi; circa 160 euro per una pensione di 3.000 euro lordi etc. ).

Trattandosi di diritti entrati nel patrimonio dei titolari di pensione (diritti “quesiti” o “acquisiti ”), il decreto legge 65/2015 è irrilevante sia per quanto attiene agli importi maturati prima della sua entrata in vigore, sia per quanto riguarda la rideterminazione.

Ad oggi i Tribunali di tutta Italia stanno tutti rinviando nuovamente la questione alla Corte Costituzionale.

Vedi anche:

La Perequazione della pensione – Sentenza Corte Costituzionale 70/2015

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