Spetta la Pensione di reversibilità ai separati e divorziati?

L’ex coniuge ha diritto alla pensione di reversibilità quando:

  • risulta separato senza addebito
  • risulti titolare di un assegno di mantenimento a carico del coniuge deceduto (se quest’ultimo risulti assicurato all’Inps prima della sentenza di separazione)

Nel 2009 con la sentenza n. 4555 la Corte di Cassazione ha esteso il diritto anche al coniuge separato per colpa o per addebito (equiparandolo in tutto e per tutto al coniuge superstite (separato o non) ai fini della pensione di reversibilità).

Oggi è stato quindi chiarito che la pensione di reversibilità è una forma di tutela previdenziale GENERALE che deve essere garantita quando si crea una situazione di bisogno per i familiari viventi a carico del pensionato defunto

Sulla base di questa logica in caso di più matrimoni del dante causa la pensione deve essere ripartita tra più coniugi  prescindere dalla durata di uno di questi (considerando sempre il principio del bisogno).

In caso di divorzio, invece, il superstite ha diritto alla pensione:

  • solo se titolare di assegno di divorzio;
  • purchè l’ex coniuge deceduto risulti iscritto all’Inps prima della sentenza di divorzio
  • purchè l’ex coniuge non abbia contratto nuovo matrimonio (in questo caso viene liquidata, una volta all’anno, una somma pari al trattamento percepito moltiplicato per 26)

Infine per quando riguarda la “reversibilità al convivente”, ad oggi, la legge e la giurisprudenza non garantiscono alcun diritto.

Per maggiori informazioni o per essere ricontattato da un nostro consulente non esitare a scriverci

 

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3 pensieri su “Spetta la Pensione di reversibilità ai separati e divorziati?

  1. Buonasera sono vedova dal 2016 precedentemente separata dal 2014senza assegno di mantenimento, l ex defunto decesso iscritto ad un ordine professionale il quale mi nega la pensione di reversibilita’ in quanto in sentenza di separazione non cera stata richiesta di mantenimento,chiedo nebho diritto o meno? Grazie anticipatamente

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    • Gentile Claudia,
      anche se per riconoscere il diritto alla reversibilità gli enti previdenziali, in genere, richiedono tra i requisiti anche l’assenza di addebito e il riconoscimento dell’assegno alimentare, la giurisprudenza da alcuni anni ha una posizione diversa.
      Infatti (ad esempio si veda la sentenza n. 4555 del 25.02.2009), la reversibilità spetta non solo a prescindere dall’addebito, ma anche a prescindere dalla spettanza dell’assegno di mantenimento.
      Come è ovvio, sarà necessario verificare la sussistenza anche degli altri requisiti per accedere al trattamento (ad esempio che, al momento della morte, il suo ex marito fosse già pensionato; oppure che, se ancora lavoratore, al momento della morte risultava accreditato un minimo di contributi previdenziali).

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