Il potere disciplinare. Potere del datore di lavoro

Per potere disciplinare si intende la possibilità del datore di lavoro di irrogare sanzioni al lavoratore che venga meno ai suoi doveri contrattuali (inadempienze e/o trasgressioni).

Il potere disciplinare è sottoposto alle forme di esercizio e di controllo previste dall’art. 2016 c. c. e dall’art. 7 dello statuto dei lavoratori.

I presupposti sostanziali per l’esercizio del potere disciplinare sono:

  1. sussistenza ed imputabilità del fatto: violazione dei doveri contrattuali imposti al lavoratore dal vincolo della subordinazione (obblighi di diligenza, obbedienza e fedeltà);
  2. adeguatezza della sanzione: proporzionalità tra infrazione e sanzione (non essendo possibile irrogare una sanzione PIU’ GRAVE di quella prevista dalla contrattazione collettiva;
  3. limite alla rilevanza della recidiva: non può tenersi conto delle sanzioni disciplinari decorsi due anni dalla loro applicazione.

Nella prassi la tipologia della sanzioni è la seguente:

  • richiamo verbale
  • ammonizione scritta
  • multa
  • sospensione dal lavoro e dalla retribuzione
  • licenziamento

Relativamente alle modalità di esercizio del potere disciplinare è necessario:

  1. la predeterminazione del codice disciplinare: presenza di un regolamento d’azienda che indichi le infrazioni e le relative sanzioni (per garantire un principio di certezza e tassatività dei comportamenti vietati al lavoratore);
  2. pubblicità del codice disciplinare;
  3. preventiva e specifica contestazione dell’addebito: immediata contestazione (specifica e immutabile) dell’addebito con la quale il datore deve manifestare la volontà di considerare il comportamento avuto dal lavoratore con illecito (disciplinare);
  4. diritto di difesa del datore di lavoro: il datore di lavoro, dopo la contestazione, è tenuto a sentire oralmente il lavoratore che ne faccia richiesta e a ricevere le sue eventuali memorie scritte (con facoltà di farsi assistere da un rappresentante sindacale), concedendogli un termine non inferiore a 5 giorni.

Nei confronti del provvedimento disciplinare il lavoratore può difendersi mediante:

  • azione giudiziaria : ricorso in tribunale in funzione di giudice del lavoro (nb: il ricorso non sospende l’esecutività della sanzione);
  • procedura arbitrale presso la Direzione territoriale del lavoro (art. 7 comma 6 dello statuto dei lavoratori);
  • procedure arbitrali previste nei contratti collettivi

Per maggiori informazioni o per essere ricontattato da un nostro consulente non esitare a scriverci

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