Come monetizzare le ferie non godute?

Cosa prevede la legge?
La legge prevede per il lavoratore un minimo di 4 settimane di ferie all’anno.
Di queste 4 settimane, 2 devono essere godute nell’anno di maturazione, mentre le altre 2 devono essere utilizzate entro i 18 mesi successivi al termine dell’anno di maturazione.
Superati i 18 mesi le ferie non potranno più essere utilizzate, né pagate.
Es. il 30 giugno del 2018 “scadono” le ferie dell’anno 2017.

Cosa accade se, al termine dell’anno, mi residuano dei giorni di ferie?

Quali sono i requisiti per accedere?

Entro il 30 giugno di ogni anno, bisogna quindi verificare quanti giorni di ferie residuano.
Entro tale data bisognerà scegliere se utilizzare le ferie residue oppure chiedere al datore di lavoro l’eventuale monetizzazione (cioè il pagamento delle ferie non godute), se ci sono i requisiti.

Quando posso chiedere la monetizzazione delle ferie?
La regola generale posta dal nostro Ordinamento è il divieto di monetizzazione delle ferie durante il rapporto di lavoro.
Questo perché il legislatore ha voluto tutelare il lavoratore, per il quale le ferie sono uno strumento di tutela del diritto alla salute.
Questo principio subisce delle deroghe, generalmente legate alla risoluzione del contratto di lavoro (quindi, alle dimissioni, al licenziamento o al termine del contratto) o, in alternativa, a specifiche decisioni assunte in intesa con il proprio datore di lavoro.

Ad esempio, se al lavoratore sta per scadere un contratto a tempo determinato, può eventualmente decidere di non godere delle ferie che ha a disposizione e chiedere la monetizzazione dei giorni di riposo non goduti.

Cosa accade se faccio scadere i termini per la fruizione/monetizzazione delle ferie non godute?
Fermo restando che, alla scadenza dei 18 mesi non è più possibile per il lavoratore chiedere la fruizione/monetizzazione delle ferie residue, spetterà invece al datore di lavoro versare i contributi relativi al compenso che spetta per le ferie non godute, aggiungendo un compenso che corrisponde alla retribuzione del mese successivo a quello di scadenza delle ferie.

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