Come recuperare il TFR (trattamento di fine rapporto) in caso di fallimento del datore di lavoro anche se credi di aver perso tutto!

Sei un lavoratore e l’azienda presso la quale lavoravi ha dichiarato fallimento?

So che sei deluso e che stai vivendo una situazione davvero complessa ma posso dirti che non è il momento di disperare, che c’è ancora qualcosa che puoi fare.

Tanti lavoratori, in questi tempi duri, stanno vivendo la terribile sciagura della perdita del “posto di lavoro” a causa del fallimento della relativa azienda.

Purtroppo, però, la cosa ancora più tragica è che nessuno (o quasi) è a conoscenza della possibilità di recuperare una parte di quanto gli spetta.

Infatti la legge prevede che il lavoratore può usufruire di uno strumento di tutela che gli consente di recuperare almeno il trattamento di fine rapporto e le retribuzioni degli ultimi tre mesi, richiedendo l’intervento del c.d. “Fondo di garanzia dell’I.N.P.S.”.
E’ l’INPS pagherà le somme di danaro corrispondenti!

Eppure questo fondo esiste già dal 1982 (legge n. 297) e può essere sollecitato mediante una semplice domanda all’INPS che potrai fare direttamente (e che dopo ti dico come farla concretamente).

Però fai molta attenzione;
in primis vediamo quali sono le condizioni per fare questa richiesta in modo da evitare di farti perdere del tempo inutilmente nell’ipotesi in cui il tuo status non rientra nelle stesse.
Per poter presentarla sono necessarie due condizioni:

  • cessazione del rapporto di lavoro subordinato tra lavoratore e impresa, che può, ad esempio, essere avvenuta per fallimento dell’azienda, dimissioni, licenziamento o scadenza del termine in caso di contratto a tempo determinato.
  • esistenza del credito, ovvero, la somma da riconoscere a titolo di T.F.R. deve cioè essere stata accertata attraverso l’ammissione del credito nello stato passivo della procedura, che il lavoratore può ottenere mediante il deposito presso la cancelleria del Tribunale della domanda di ammissione al passivo attraverso cui potrà concorrere alla distribuzione dell’attivo del fallimento.

In particolare concentrati su questo secondo punto:
se vuoi che il Fondo di garanzia intervenga a salvare il tuo T.F.R. è necessario che prima di fare la domanda all’INPS tu abbia presentato la domanda di ammissione al passivo nella procedura fallimentare dell’impresa dove lavoravi (che ha dei tempi ben precisi).

Con questa domanda che cosa farai?
Dichiarerai al curatore fallimentare (cioè colui che è stato incaricato dal Tribunale di occuparsi dell’intera procedura del fallimento) di essere un creditore della società.

Una volta ammesso al passivo (cioè il curatore ritiene che il tuo credito esiste) potrai fare la domanda all’INPS e chiedere l’intervento del Fondo di garanzia.
Le stesse condizioni valgono per il recupero delle ultime tre mensilità dovute a titolo di retribuzione non pagate dal datore di lavoro fallito (, in base a quanto stabilito dal decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 80).

Ora veniamo alla domanda iniziale:

come chiedere l’intervento del Fondo di garanzia?
La domanda va presentata alla sede dell’I.N.P.S. dove risiede il lavoratore.

Se invece il lavoratore ha la residenza all’estero, la sede dell’I.N.P.S. competente è quella dell’ultima residenza in Italia oppure quella in cui quest’ultimo ha eletto il proprio domicilio.

A partire dal 1 aprile 2012, la domanda di intervento del Fondo di garanzia può essere presentata:

  • telematicamente (andando sul sito dell’INPS: http://www.inps.it); 
  • chiamando al numero verde 803 164 (gratuito da rete fissa);
  • chiamando al numero 06 164 164 da rete mobile;

N.B.: Quanto tempo hai per presentare la domanda?
Ci sono termini di prescrizione, cioè significa che una volta che gli stessi sono decorsi non potrai più presentare la domanda.

Per il T.F.R. il termine è di 5 ANNI dal provvedimento che chiude la procedura concorsuale a cui è stato sottoposto il datore di lavoro.
Per le ultime tre mensilità, invece, è di 1 ANNO.

Avv. Salvatore Golino

Se hai bisogno di informazioni ulteriori o vuoi una consulenza puoi scrivermi alla seguente mail:

info.studioassociatodcm@gmail.com

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