Può esistere una malattia “ad ore”?

In alcune situazioni particolari, il lavoratore può usufruire di una “malattia ad ore”.
La regola generale è che la malattia non può essere frazionata ad ore.
Però esiste una particolare possibilità prevista solo per i dipendenti pubblici che si devono assentare dal lavoro per terapie, visite mediche e analisi.

Come si ottiene la “malattia ad ore”?
Il dipendente pubblico, quando si trova nella necessità di doversi assentare per terapie, visite mediche ed analisi, può agire in tre modi:

1) Usufruire di una giornata di ferie;
2) Se le cure richiedono l’intera giornata oppure non consentono al lavoratore di rientrare in tempo per riprendere il lavoro oppure non sono compatibili con l’attività lavorativa, il lavoratore può chiedere una giornata di malattia.
Come è ovvio in questo caso occorre il certificato medico e, per essere riconosciuta come malattia, l’assenza deve essere certificata dalla struttura che effettua la visita o la terapia.
Il certificato va poi trasmesso all’INPS entro 2 giorni dal rilascio;
3) Il lavoratore può usare i permessi orari ad uso personale per un massimo di 18 ore all’anno.
È in questo caso che si può parlare di “malattia ad ore”, mentre nelle altre due ipotesi l’assenza non può essere frazionata.

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