Rinuncia dei diritti lavoratore: quando è possibile?

IL LAVORATORE DIPENDENTE PUO’ RINUNCIARE AI SUOI DIRITTI?

Il nostro Ordinamento tutela il lavoratore, considerandolo “parte debole” nel rapporto col datore di lavoro, stabilendo che non può rinunciare (cioè con un atto autonomo, senza l’accordo col datore di lavoro) o transigere (quando c’è un accordo scritto tra datore di lavoro e lavoratore) ai diritti che derivano da norme inderogabili o dai contratti collettivi di lavoro, a meno che il CCNL stesso non li definisca “diritti derogabili” (art. 2113 c.c.).
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Quale punteggio dovranno aspettarsi i docenti dopo la domanda di mobilità?

Nel Contratto Collettivo Nazionale Integrativo concernente la mobilità del personale docente sono stati regolati i trasferimenti territoriali e professionali degli insegnanti per l’anno scolastico 2018/2019.

E’ importante ricordare che il CCNI ha riservato il 30% dei posti disponibili alla mobilità interprovinciale, il 60% alla mobilità provinciale e il 10% ai passaggi di cattedra/ruolo.

Dunque non tutti i docenti che richiederanno un trasferimento, che sia territoriale o professionale, riusciranno ad ottenerlo.

E’ necessario verificare, quindi, se il sistema ha attributo un punteggio corretto.

La tabella che si allega riporta la valutazione del punteggio che è diversa per quanto concerne la mobilità professionale e quella territoriale.

tabella punteggio 

Avv. Carmine Di Monaco

Se hai bisogno di informazioni ulteriori o vuoi una consulenza puoi scrivere alla seguente mail:

info.studioassociatodcm@gmail.com

Ecco come poter avere dall’INPS tutte le informazioni che ti servono senza dover passare la giornata a fare la fila allo sportello

Ti è mai capitato di dover richiedere informazioni all’INPS e non sapere come fare?

Ad esempio volevi capire perchè non ti avevano ancora chiamato a visita a seguito della domanda di invalidità, oppure perché non ti avevano liquidato la pensione o l’assegno di invalidità…ecc.

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Il licenziamento della madre lavoratrice: quando è possibile? #dirittointasca

Come è tutelata la lavoratrice madre?

Il nostro Ordinamento tutela la maternità prevedendo due cose:

  • Al termine dei periodi di astensione obbligatoria (cd. congedo di maternità), la lavoratrice ha diritto a ritornare al suo posto di lavoro e, a meno che non vi rinunci espressamente, di rientrare nella stessa unità produttiva nella quale lavorava in precedenza, svolgendo le medesime mansioni o altre equivalenti;
  • Il datore di lavoro non può assolutamente licenziare la lavoratrice nel periodo che va dall’inizio della gravidanza e fino al compimento di un anno di età del bambino (è questo il “periodo protetto”). L’inizio della gravidanza si presume avvenuto 300 giorni prima della data presunta del parto indicata nel certificato di gravidanza.

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