Rinuncia dei diritti lavoratore: quando è possibile?

IL LAVORATORE DIPENDENTE PUO’ RINUNCIARE AI SUOI DIRITTI?

Il nostro Ordinamento tutela il lavoratore, considerandolo “parte debole” nel rapporto col datore di lavoro, stabilendo che non può rinunciare (cioè con un atto autonomo, senza l’accordo col datore di lavoro) o transigere (quando c’è un accordo scritto tra datore di lavoro e lavoratore) ai diritti che derivano da norme inderogabili o dai contratti collettivi di lavoro, a meno che il CCNL stesso non li definisca “diritti derogabili” (art. 2113 c.c.).
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Come recuperare gli stipendi non pagati anche se il tuo datore di lavoro è fallito

Sei un lavoratore ma l’azienda dove lavori è fallita prima di pagare ciò che ti è dovuto?
Non disperare!!
È prevista una procedura che può permetterti di recuperare i tuoi crediti.
Se sei creditore nei confronti di un’azienda fallita, per sperare di essere pagato dovrai presentare una richiesta al Tribunale detta “domanda d’insinuazione al passivo”.
Tale domanda sarà poi valutata dal Tribunale insieme al curatore al fine di stabilire se le somme che dichiari ti sono effettivamente dovute.

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[QUANDO VANNO IN PENSIONE GLI INVALIDI?] Ecco alcune informazioni UTILI a raggiungere prima quel miraggio chiamato PENSIONE!

Ieri pomeriggio un nostro assistito, a cui è già stata riconosciuta l’invalidità civile, è venuto al nostro studio e ci ha chiesto: ma come invalido posso andare prima in pensione?
La legge prevede che per alcune categorie di invalidi (non tutti!) è possibile aggiungere mesi di “contribuzione figurativa” ai contributi effettivi già versati, con la possibilità di raggiungere prima l’agognato traguardo della pensione.

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Rinuncia dei diritti lavoratore: quando è possibile?

IL LAVORATORE DIPENDENTE PUO’ RINUNCIARE AI SUOI DIRITTI?

Il nostro Ordinamento tutela il lavoratore, considerandolo “parte debole” nel rapporto col datore di lavoro, stabilendo che non può rinunciare (cioè con un atto autonomo, senza l’accordo col datore di lavoro) o transigere (quando c’è un accordo scritto tra datore di lavoro e lavoratore) ai diritti che derivano da norme inderogabili o dai contratti collettivi di lavoro, a meno che il CCNL stesso non li definisca “diritti derogabili” (art. 2113 c.c.).
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E’ valida la rinuncia del lavoratore ad impugnare eventuali atti di trasferimento da una sede ad un’altra? #dirittointasca

IL LAVORATORE DIPENDENTE PUO’ RINUNCIARE AI SUOI DIRITTI?

Il nostro Ordinamento tutela il lavoratore, considerandolo “parte debole” nel rapporto col datore di lavoro, stabilendo che non può rinunciare (cioè con un atto autonomo, senza l’accordo col datore di lavoro) o transigere (quando c’è un accordo scritto tra datore di lavoro e lavoratore) ai diritti che derivano da norme inderogabili o dai contratti collettivi di lavoro, a meno che il CCNL stesso non li definisca “diritti derogabili” (art. 2113 c.c.).
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