E’ valida la rinuncia del lavoratore ad impugnare eventuali atti di trasferimento da una sede ad un’altra? #dirittointasca

IL LAVORATORE DIPENDENTE PUO’ RINUNCIARE AI SUOI DIRITTI?

Il nostro Ordinamento tutela il lavoratore, considerandolo “parte debole” nel rapporto col datore di lavoro, stabilendo che non può rinunciare (cioè con un atto autonomo, senza l’accordo col datore di lavoro) o transigere (quando c’è un accordo scritto tra datore di lavoro e lavoratore) ai diritti che derivano da norme inderogabili o dai contratti collettivi di lavoro, a meno che il CCNL stesso non li definisca “diritti derogabili” (art. 2113 c.c.).
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E’ valida la dichiarazione con la quale il lavoratore riconosce che la sua prestazione lavorativa ha carattere autonomo anziché subordinato?

IL LAVORATORE DIPENDENTE PUO’ RINUNCIARE AI SUOI DIRITTI?

Il nostro Ordinamento tutela il lavoratore, considerandolo “parte debole” nel rapporto col datore di lavoro, stabilendo che non può rinunciare (cioè con un atto autonomo, senza l’accordo col datore di lavoro) o transigere (quando c’è un accordo scritto tra datore di lavoro e lavoratore) ai diritti che derivano da norme inderogabili o dai contratti collettivi di lavoro, a meno che il CCNL stesso non li definisca “diritti derogabili” (art. 2113 c.c.).
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Accordo transattivo generico: e’ valido?

IL LAVORATORE DIPENDENTE PUO’ RINUNCIARE AI SUOI DIRITTI?

Il nostro Ordinamento tutela il lavoratore, considerandolo “parte debole” nel rapporto col datore di lavoro, stabilendo che non può rinunciare (cioè con un atto autonomo, senza l’accordo col datore di lavoro) o transigere (quando c’è un accordo scritto tra datore di lavoro e lavoratore) ai diritti che derivano da norme inderogabili o dai contratti collettivi di lavoro, a meno che il CCNL stesso non li definisca “diritti derogabili” (art. 2113 c.c.).
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Diritto al part-time per i malati gravi. E se la malattia colpisse i genitori del lavoratore?

L’articolo 8, comma 3, del Dlgs 81/15 ha espressamente previsto la possibilità per i lavoratori (del settore pubblico e privato) affetti da patologie oncologiche o da altre gravi patologie cronico-degenerative, per i quali residui una ridotta capacità lavorativa anche a causa degli effetti invalidanti di terapie salvavita, il diritto alla trasformazione del rapporto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale.
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Entro quanto tempo si deve far valere l’invalidità di una rinuncia di un diritto?

IL LAVORATORE DIPENDENTE PUO’ RINUNCIARE AI SUOI DIRITTI?

Il nostro Ordinamento tutela il lavoratore, considerandolo “parte debole” nel rapporto col datore di lavoro, stabilendo che non può rinunciare (cioè con un atto autonomo, senza l’accordo col datore di lavoro) o transigere (quando c’è un accordo scritto tra datore di lavoro e lavoratore) ai diritti che derivano da norme inderogabili o dai contratti collettivi di lavoro, a meno che il CCNL stesso non li definisca “diritti derogabili” (art. 2113 c.c.).
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